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Impianto da rinnovare? Ecco cosa pesare nella scelta

La stagione in cui spegniamo i riscaldamenti si avvicina e arriva il momento giusto per ragionare su eventuali lavori agli impianti. Magari quest’anno caldaia & company hanno proprio perso colpi, o magari vogliamo sfruttare l’occasione del Superbonus del 110% per migliorare efficienza energetica e comfort della nostra casa. Qualsiasi sia il motivo, proviamo a mettere in fila alcune informazioni utili per valutare la scelta più adatta. 

La “regola” d’oro, chiamiamola così, è valutare con attenzione il tipo di ambiente e l’utilizzo che ne facciamo. Per fare un esempio semplice: in un’abitazione d’inverno il riscaldamento serve sette giorni su sette, in un ufficio di solito l’uso è più limitato, sia in termini di orari che di giornate. E poi: in casa c’è sempre qualcuno oppure tutta la famiglia - restrizioni da coronavirus a parte - passa molte ore fuori?

Le risposte a queste domande possono indirizzarci ad esempio verso un riscaldamento a pavimento, se abbiamo bisogno di un calore costante, oppure verso un sistema con i classici radiatori. In un ufficio, invece, potremmo optare per dispositivi come i fancoil, funzionali perché consentono di riscaldare in fretta anche un singolo locale e in estate si possono “convertire” in raffrescatori. E in caso di necessità particolari possiamo pensare anche di investire qualcosa in più sui dispositivi di controllo - anche da remoto - per poter programmare alla perfezione accensione, spegnimento e temperatura.

A proposito di riscaldamenti a pavimento, sono ottimi per i casi in cui l’impianto viene utilizzato in maniera continuativa: per una casa in una zona climatica fredda come la Valtellina possono essere una soluzione ideale. Ancor meglio se i locali hanno i soffitti alti, perché si evita il fenomeno della stratificazione del calore.

Ormai il tipo di impianto più diffuso prevede la caldaia a condensazione, che ha mandato “in pensione” quelle tradizionali. In questo caso potranno servire interventi alla canna fumaria, che dev’essere a tenuta stagna, e andrà predisposto lo scarico della condensa. In alcuni casi - gli impianti sopra i 35 kW, ad esempio - bisognerà inserire anche un sistema di trattamento di queste acque: le norme vigenti indicano parametri e regole ben precisi, da seguire con attenzione.

In questi anni sta prendendo piede anche l’impiego di impianti a pompa di calore. In effetti sono adatti sia alle case, sia agli uffici e garantiscono un’ottima efficienza energetica. Installarli in nuove costruzioni è più semplice, purché l’impianto sia progettato con una logica di funzionamento adatta all’utilizzo ottimale, mentre nel caso di una sostituzione bisognerà valutare eventuali modifiche all’impianto esistente.

Ovviamente il fattore economico va tenuto in considerazione, anche in tempi di Superbonus: non va dimenticato però che un investimento sugli impianti termici porta benefici di lungo termine. E le tecnologie attuali consentono di individuare soluzioni efficaci e funzionali per tante possibilità di spesa diverse.

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