La pompa di calore R290 è uno dei temi più ricercati in questo momento da chi sta valutando la sostituzione dell’impianto termico, eppure i contenuti in italiano che spiegano davvero di cosa si tratta sono ancora pochissimi.
R290 non è un codice di progetto europeo né un modello di apparecchio: è il nome tecnico del propano usato come refrigerante, lo stesso gas delle bombole da campeggio, reinterpretato come fluido frigorifero per pompe di calore di nuova generazione.
La sua storia si intreccia con le nuove regole F-gas, con il phase-out dell’R410A e con una domanda concreta che molti proprietari di casa si stanno ponendo: questa tecnologia è già pronta o devo aspettare?
In questo articolo spieghiamo in modo chiaro:
- Cos’è l’R290 e perché è diverso da R410A e R32
- Come funziona una pompa di calore a R290
- R290 vs R32 vs R410A: confronto concreto
- Vantaggi dell’R290: non solo l’impatto ambientale
- Limiti dell’R290: cosa sapere prima di sceglierlo
- R290 e il regolamento F-gas UE 2024/573
- Chi dovrebbe valutare concretamente una pompa di calore R290
- Domande frequenti

Cos’è l’R290 e perché è diverso da R410A e R32
Per capire R290 bisogna partire da come funziona qualsiasi pompa di calore: al suo interno circola un fluido refrigerante che si vaporizza e si condensa in continuazione, spostando calore dall’esterno verso l’interno (o viceversa in estate).
Questo fluido è il cuore del sistema — come il sangue per il corpo umano — e la scelta del refrigerante cambia efficienza, costi e impatto ambientale.
Fino a pochi anni fa il fluido più usato negli impianti residenziali era l‘R410A, con un indice di riscaldamento globale (GWP, Global Warming Potential) di 2.088: vuol dire che un chilo di R410A disperso in atmosfera equivale a 2.088 chili di CO₂.
L’industria ha poi migrato verso R32, che ha un GWP di 675 — meglio, ma ancora un refrigerante sintetico con impatto ambientale rilevante.
L’R290 (propano) ha un GWP di 3. Non è un errore tipografico: tre.
È un gas naturale già presente in natura, che non contribuisce in modo significativo al riscaldamento del pianeta se dovesse uscire dall’impianto.
Sul fronte dell’impatto ambientale, non c’è paragone con i fluidi sintetici.
Come funziona una pompa di calore a R290
Il principio di funzionamento è identico a quello di qualsiasi altra pompa di calore: pensala come un frigorifero al contrario.
Il frigorifero di casa estrae calore dall’interno dell’armadio e lo disperde nella cucina — per questo il retro è caldo.
La pompa di calore fa la stessa cosa ma al contrario rispetto all’obiettivo: prende calore dall’aria esterna (anche quando fuori ci sono -10 °C, l’aria contiene ancora energia termica sfruttabile) e lo porta dentro casa.
Con l’R290 questo ciclo funziona con proprietà termodinamiche particolarmente buone. Il propano ha un calore latente di vaporizzazione elevato, il che significa che trasporta molta energia per ogni grammo di fluido in circolazione.
Il risultato pratico: le pompe di calore R290 raggiungono valori di SCOP (efficienza stagionale) generalmente superiori a 4,5, con i modelli più recenti che toccano 5,0 e oltre.
Per ogni kWh elettrico consumato, la pompa di calore produce più di 4,5 kWh di calore — un rapporto che nessuna caldaia a gas può avvicinare.
R290 vs R32 vs R410A: confronto concreto

La tabella mostra subito il punto critico dell’R290: è infiammabile.
Il propano lo si trova nelle bombole del campeggio — è lo stesso gas.
Questo non significa che sia pericoloso in un impianto ben progettato, ma richiede una gestione tecnica più attenta rispetto a R32 o R410A.

Vantaggi dell’R290: non solo l’impatto ambientale
Il GWP quasi nullo è il vantaggio più citato, ma non è l’unico che conta: Efficienza termodinamica elevata — il propano ha proprietà fisiche che lo rendono un ottimo refrigerante, soprattutto a basse temperature esterne.
I valori di COP nelle condizioni di prova standard (7 °C esterna, 35 °C acqua) arrivano regolarmente a 4,8 – 5,2 nelle unità di fascia alta.
Compatibilità con il futuro normativo — il regolamento F-gas UE 2024/573 restringe progressivamente i refrigeranti sintetici ad alto GWP.
Scegliere R290 oggi significa avere un impianto che non entrerà mai in conflitto con le normative dei prossimi 15-20 anni.
Prezzo stabile e indipendente dalle quote F-gas — i refrigeranti sintetici come R410A e R32 rientrano nel sistema di quote europeo e il loro prezzo segue le fluttuazioni del mercato delle licenze.
Il propano non è soggetto a quote: il suo costo è stabile e prevedibile.
Disponibilità globale — il propano si produce in tutto il mondo, senza dipendere da filiere produttive concentrate come quelle degli HFC sintetici.

Limiti dell’R290: cosa sapere prima di sceglierlo
L’infiammabilità impone condizioni tecniche precise che è fondamentale conoscere prima dell’acquisto: Installazione certificata — non tutti i tecnici sono formati per lavorare con refrigeranti di classe A3.
L’installazione deve rispettare le norme EN 378, con verifiche sulla quantità di carica ammessa in funzione delle caratteristiche del locale dove è posizionata l’unità interna.
Un installatore non formato su sistemi A3 non deve operare su questi apparecchi.
Componenti di sicurezza nell’unità interna — motori, sensori e ventole dell’unità interna sono progettati con caratteristiche antideflagranti per eliminare qualsiasi fonte di innesco in caso di perdita accidentale di refrigerante.
Manutenzione con cautele specifiche— in caso di intervento sul circuito frigorifero, il tecnico deve operare con le procedure previste per refrigeranti infiammabili: estrazione controllata del gas, ambiente ventilato, assenza di fiamme libere o scintille.
Non è un problema per chi ha un’assistenza tecnica qualificata, ma è un dettaglio discriminante nella scelta dell’installatore.
Nessuna opzione fai-da-te — per R32 esistono già alcuni sistemi semi-installabili con connettori pre-caricati.
Con R290 la gestione del circuito frigorifero rimane esclusivamente nelle mani di tecnici certificati, senza eccezioni.

R290 e il regolamento F-gas UE 2024/573
Il regolamento europeo UE 2024/573, entrato in vigore nel 2024 in sostituzione del precedente F-gas Regulation del 2014, inasprisce le restrizioni sull’uso di refrigeranti ad alto GWP con un calendario di scadenze precise.
Il punto più concreto per chi ha un impianto esistente o sta valutandone uno nuovo riguarda l’R410A: a partire dal 1° gennaio 2027, i nuovi apparecchi split residenziali con GWP ≥ 750 — categoria in cui rientra R410A con GWP 2.088 — non potranno più essere immessi sul mercato europeo per sistemi fino a 12 kW.
Chi ha già un impianto R410A potrà continuare a usarlo e a farlo manutenere con gas recuperato e rigenerato, ma non troverà più nuovi apparecchi con quel fluido.
L’R32 (GWP 675) scende sotto la soglia di 750 e rimane ammesso per ora, ma è comunque nella roadmap delle restrizioni progressive F-gas nei prossimi anni.
L’R290, essendo un gas naturale con GWP 3, è escluso da queste restrizioni e viene anzi indicato dai documenti tecnici europei come una delle soluzioni preferite per i sistemi residenziali di nuova generazione.
Chi dovrebbe valutare concretamente una pompa di calore R290
Questa tecnologia ha senso se stai progettando un impianto nuovo o una ristrutturazione importante e vuoi un sistema senza problemi normativi per i prossimi 15-20 anni, se hai sensibilità ambientale e vuoi minimizzare l’impatto del tuo impianto termico, e se puoi contare su un installatore certificato e con esperienza su sistemi A3.
Non è la scelta giusta se hai bisogno di sostituire urgentemente un impianto senza tempo per una valutazione tecnica approfondita, o se nella tua area non trovi facilmente tecnici formati su refrigeranti infiammabili.
In quel caso R32 rimane una scelta solida per ancora qualche anno, con la consapevolezza che prima o poi anche quel fluido entrerà nella progressione restrittiva F-gas.
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Domande frequenti sulla pompa di calore R290
L’R290 è pericoloso in casa?
Non in condizioni normali di utilizzo. Il propano diventa pericoloso solo se si accumula in spazi chiusi non ventilati in concentrazioni elevate. Le pompe di calore R290 sono progettate con sistemi di sicurezza integrati — rilevatori di gas, ventilazione automatica, componenti antideflagranti — che rendono questo scenario estremamente improbabile. Le norme EN 378 definiscono tutti i requisiti di sicurezza da rispettare durante l’installazione.
Quanto costa una pompa di calore R290 rispetto a una R32?
Al momento le pompe di calore R290 hanno un costo di acquisto leggermente superiore alle equivalenti R32, principalmente per i componenti di sicurezza aggiuntivi dell’unità interna. La differenza tende a ridursi man mano che aumenta la produzione di serie. Il costo di gestione è comparabile o inferiore grazie all’efficienza termodinamica più alta.
Cosa succede al mio impianto R410A dopo il 2027?
Dopo il 2027 non potranno essere immessi sul mercato nuovi apparecchi con R410A, ma il gas recuperato e rigenerato potrà ancora essere usato per la manutenzione degli impianti esistenti. Il tuo impianto continuerà a funzionare, ma se si rompe la componente principale — compressore, scheda elettronica, unità esterna — trovare ricambi compatibili a prezzi ragionevoli diventerà progressivamente più difficile. Pianificare la sostituzione con anticipo è la mossa più sensata.
L’R290 funziona bene anche in climi freddi?
Sì. Il propano mantiene buone proprietà termodinamiche anche a basse temperature esterne. Molte pompe di calore R290 dichiarano un COP superiore a 2,5 con temperature esterne di -15 °C, rendendole adatte a climi rigidi.
Posso accedere a detrazioni fiscali acquistando una pompa di calore R290?
Le pompe di calore R290 possono accedere agli incentivi disponibili per la sostituzione di impianti termici (Ecobonus, Conto Termico) sulla base delle caratteristiche prestazionali — SCOP dichiarato, classe energetica — e della tipologia di intervento, non del refrigerante specifico. Le aliquote e i massimali cambiano ogni anno: verifica sempre la normativa aggiornata prima di procedere.
